La scultura nell'antica Grecia

Se della pittura e della ceramografia greca ci sono giunte poche testimonianze, spesso in cattive condizioni, della scultura degli antichi greci (parliamo del periodo tra il 1100 a.C. e l'arrivo dei Romani nel 100 a.C., quindi tra 3100 e 2100 anni fa) disponiamo invece di un maggior numero di reperti. Data l'enorme distanza temporale sono comunque molte le opere non giunte fino ai nostri tempi; altre che oggi ammiriamo sono solamente copie romane o sono state restaurate, soprattutto durante il Rinascimento.
La maggior parte della produzione artistica greca, compresa la scultura, era legata al culto degli dei, ma alcune opere celebravano vittorie in battaglia o altri avvenimenti di una certa importanza. Solitamente il committente (ovvero chi ordinava e finanziava il lavoro) era la casta sacerdotale o le più importanti cariche dello Stato, ma anche i cittadini con una certa disponibilità economica potevano chiedere agli artisti la realizzazione di opere. Normalmente esse rappresentavano la figura umana, scene di vita quotidiana o eventi mitologici.
I materiali più usati nella scultura greca erano la pietra (marmo o calcare), il bronzo, il legno e la terracotta.
Le sculture in pietra erano eseguite con la scalpellatura diretta: la mazzuola batteva sulla subbia (una punta di acciaio temprato a sezione quadrata), sul trapano o sullo scalpello. Il blocco veniva sgrezzato prima del trasporto; le parti sporgenti della scultura (un braccio, per esempio) venivano unite al blocco principale tramite cavicchi (cilindretti) di metallo o tramite cemento. Una curiosità: le sculture erano sempre dipinte e ad esse venivano aggiunti accessori come occhi fatti con pietre colorate o avorio, diademi, orecchini, lance, spade... tutti dettagli che, purtroppo, sono andati quasi sempre andati perduti con il tempo.
Le sculture in bronzo erano invece prodotte la tecnica della fusione cava, o fusione a cera persa. Esistono due modi di servirsi di questa tecnica (diretto e indiretto) a seconda del materiale utilizzato per lo stampo (argilla o cera). Contrariamente alle sculture in pietra, a quelle in bronzo veniva lasciato il colore naturale.
Le sculture di terracotta si diffusero soprattutto dove il marmo era scarso (in Italia meridionale, per esempio). La terracotta si ottiene cuocendo argilla ad alte temperature, ma in epoca ellenistica e romana fu più comune l'uso dello stampo. Negli ultimi decenni si è scoperto che nel mondo greco veniva utilizzata la tecnica crisoelefantina, che consisteva nel ricoprire con un sottile strato di avorio od oro una struttura di sostegno, che rimaneva quindi invisibile.
La scultura greca si occupava ovviamente anche di oggetti di piccole dimensioni che, oltre ai già considerati materiali (pietra, bronzo, terracotta) potevano essere composti di avorio, osso, oro e argento. Parte di essi decoravano vasi, specchi ecc; altri erano esposti nei santuari, altri ancora (anelli, braccialetti) potevano anche impreziosire le tombe. Anche le gemme venivano incise e usate dai ceti abbienti come sigilli o segni di identificazione.
Nella scultura greca si distinguono cinque periodi:
1. Il periodo dedalico (VII secolo a.C.), dove si osserva l'influenza delle grandi civiltà orientali (quella micenea, per esempio).
2. Il periodo arcaico (fino al 480 a.C., quando i Persiani distrussero le mura dell'Acropoli di Atene) caratterizzato dalla scultura di figure umane giovanili, da elementi architettonici come frontoni (elemento architettonico triangolare posto a coronamento di una facciata), metope (parti in pietra scolpite in basso o altorilievo) e fregi (fasce decorative a rilievo poste su monumenti e templi).
3. Il periodo severo (480-450 a.C. circa), rappresentato da scultori quali Mirone, durante il quale i dettagli delle statue (viso, occhi, bocca, struttura muscolare ecc.) assumono forme e proporzioni più naturali.
4. Il periodo classico (fino al 323 a.C., morte di Alessandro Magno), rappresentato da Policleto, Fidia, Prassitele, Skopas e Lisippo, durante il quale la conoscenza dell'anatomia del corpo e la tecnica permettono agli scultori di raffigurare dèi ed eroi in pose particolarmente naturali. In questo periodo si tocca la vetta più alta dell'estetica classica.
5. Il periodo ellenistico (dalla morte di Alessandro Magno alla conquista romana del 146 a.C.) che vide un deciso rinnovamento delle forme, dei temi e dei contenuti. In questo periodo la scultura non è più solo riservata a templi e santuari, ma entra anche nelle case come decorazione. I soggetti sono ritratti non più in situazioni immaginarie e mitiche, ma realistiche o di vita quotidiana (la vecchia ubriaca, il fanciullo che gioca con l'oca). Le pose sono talvolta tormentate, complesse, come il celebre Laocoonte.


Laocoonte è un personaggio della mitologia greca, veggente e sacerdote. Quando i Greci donarono il famoso cavallo alla sua città, Troia, egli fu l'unico a mettere in guardia la popolazione. Per questo la dea Atena, che parteggiava per i Greci, punì Laocoonte facendo uccidere lui e i figli da due enormi serpenti marini.